Ognuno di noi vedendo l’immagine del “nasone” di profilo lo riconoscerebbe… e sbaglierebbe… persino Sandro Botticelli o Domenico di Francesco, contribuirono a plasmare l’iconografia del Sommo Vate.

Ebbene si, Dante Alighieri era più simile a quello raffigurato dalla scuola Giottesca nella chiesa di S. Francesco a Ravenna:
Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante, lo descrive così:
“Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso”

L’Archivio di Stato di Firenze conserva due piccoli ritratti di Dante, che mostrano il poeta quasi di profilo con abiti tradizionali e un libro in mano, probabilmente la Divina Commedia. Si tratta delle testimonianze più ufficiali e vicine all’immagine reale di Dante, dato che sono inserite in registri ufficiali dei priori fiorentini, carica che Dante aveva ricoperto.
Rif. (ASFi, Priorista delle Tratte, 57, c. 14v, dettaglio della miniatura a colori)
Rif. (ASFi, Priorista di Palazzo, c. 19r)

La vera immagine del poeta, dunque gli attribuisce tratti marcati, capelli e soprattutto una barba nera e crespa, un volto lungo e malinconico, mascelle grandi, e il labbro inferiore sporgente…
Bibliografia:
Boccaccio, Giovanni, Trattatello in laude di Dante
Contini, Gianfranco, Dante: la vita e la morte
Vasari, Giorgio, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti
Zaccaria, Giovanni, Iconografia di Dante (1965)
Petrocchi, Giuseppe, Dante Alighieri, il Sommo Poeta
Zingarelli, Nicola, Dante e l’immagine (in Dante oggi, a cura di Italo Alighiero Chiusano)
Archivio di Stato di Firenze, Documenti originali e ritratti conservati, consultabili anche online, come indicato.
Brugnolo, Carlo, La miniatura fiorentina e la rappresentazione di Dante.

