
Alcune parole le usiamo ogni giorno, senza chiederci più cosa vogliano davvero dire.
Altre ci sembrano familiari, ma nascondono storie antiche, equivoci, trasformazioni profonde.
Questa sezione è dedicata a loro: parole travisate, fraintese, usurate dal tempo o dai luoghi comuni.
Ne cerchiamo l’origine, il significato dimenticato, le ombre e le luci che le attraversano.
Non per correggere chi le usa, ma per ascoltare meglio.
Perché ogni parola, prima di essere nostra, è stata detta da altri, in tempi lontani, con un senso forse diverso.
E a volte, tornare a quel primo respiro può aiutarci a capire di più anche noi stessi.
Qui si raccolgono, una dopo l’altra, le parole tornate a chiedere ascolto.
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La gravità del divertimento
Emancipazione reale o forma sofisticata di anestesia? Questa tavola nasce come risposta e controcanto a “il divertimento come elevazione” di Argot. Ne interroga la premessa fondamentale: deviare significa davvero liberarsi? Se il divertimento è un deviare, ogni deviazione è davvero una liberazione? Oppure la parentesi ricreativa serve soprattutto a ricondurci, più docili, alla strada dalla…
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Il divertimento come elevazione
Divertirsi non significa necessariamente evadere dalla realtà. Può significare, nel senso più antico del termine, deviare da un percorso imposto, mutare prospettiva e riconquistare la libertà dello sguardo. Volgere altroveNel linguaggio contemporaneo il divertimento viene spesso identificato con lo svago, la distrazione o il consumo del tempo libero. È ciò che permette di interrompere per…
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Quando la scienza incontra l’esoterismo
Dalla Tavola di Smeraldo alla fisica quantistica: una riflessione corale sul limite, sul rapporto tra metodo e simbolo, e sulla necessità di custodire la Verità senza pretendere di possederla.
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Magister vs Magus
La dialettica Magister-Magus disegna un “buffo ossimoro”, partorito dalla folle storia d’amore tra l’ironia socratica e la tragedia del sapere nella storia. Magister (Maestro), è l’aggettivo comparativo magis (“più”, “maggiormente”), intimamente legato a magnus (“grande”). Nasce perciò come Fenomeno Arrogante: la sua stessa etimologia è una dichiarazione di superiorità pubblica. Egli è letteralmente “il più…
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Dovere!
Una parola quasi scomparsa — «Dovere!» — riemerge in una bottega come pietra antica: non cortesia, non favore, ma responsabilità, funzione, fiducia. Un piccolo episodio quotidiano diventa memoria linguistica e architettura morale.
