Parole

Alcune parole le usiamo ogni giorno, senza chiederci più cosa vogliano davvero dire.
Altre ci sembrano familiari, ma nascondono storie antiche, equivoci, trasformazioni profonde.

Questa sezione è dedicata a loro: parole travisate, fraintese, usurate dal tempo o dai luoghi comuni.
Ne cerchiamo l’origine, il significato dimenticato, le ombre e le luci che le attraversano.

Non per correggere chi le usa, ma per ascoltare meglio.
Perché ogni parola, prima di essere nostra, è stata detta da altri, in tempi lontani, con un senso forse diverso.
E a volte, tornare a quel primo respiro può aiutarci a capire di più anche noi stessi.

Qui si raccolgono, una dopo l’altra, le parole tornate a chiedere ascolto.

  • Magister vs Magus

    La dialettica Magister-Magus disegna un “buffo ossimoro”, partorito dalla folle storia d’amore tra l’ironia socratica e la tragedia del sapere nella storia. Magister (Maestro), è l’aggettivo comparativo magis (“più”, “maggiormente”), intimamente legato a magnus (“grande”). Nasce perciò come Fenomeno Arrogante: la sua stessa etimologia è una dichiarazione di superiorità pubblica.  Egli è letteralmente “il più…

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  • Dovere!

    Una parola quasi scomparsa — «Dovere!» — riemerge in una bottega come pietra antica: non cortesia, non favore, ma responsabilità, funzione, fiducia. Un piccolo episodio quotidiano diventa memoria linguistica e architettura morale.

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